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Un lungo viaggio inizia sempre con un passo…

Sonja Karkar: I fantasmi di Deir Yassin

Israel has long played on its heroic beginnings to stir up support for its less than heroic exploits today. The problem is that those heroic beginnings have always been a fiction. Israel’s bloody birth and subsequent actions were crimes against humanity which continue to this day. The veneer of Israel’s manufactured “legitimacy” cannot hide the rot eating away at the core of its existence - its original sin of violent dispossession and its current colonialist and apartheid policies. And, without acknowledgement of, and reparations for, the atrocities committed against the Palestinians, the ghosts of Deir Yassin and elsewhere in Palestine will continue to loom large in any peace talks. 

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Aprile 28, 2008 Pubblicato da Fabio Beltrame | Dibattito | | Nessun Commento

Gli eroi di Varsavia - le immagini

(ottobre 1939 - aprile/maggio 1943)

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Aprile 24, 2008 Pubblicato da Fabio Beltrame | Senza Categoria | | Nessun Commento

Gli eroi di Varsavia

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Nel contesto di una già ampia ricostruzione storica sullo sterminio nazista, in cui ogni anno vedono la luce nuovi saggi e nuove tesi sul sistema nazista, la guerra e lo sterminio, la resistenza e la rivolta del ghetto di Varsavia trovano spesso una collocazione nei lemmi dell’ampio dizionario sull’olocausto, ma meno come capitolo e storia a sé stante. Sono poche infatti le opere monografiche, fatta eccezione per una più numerosa pubblicazione di memoriali.

 

 

Il termine, il concetto e la prassi della ghettizzazione ebraica non venne «inventato» dai nazisti ma ha origini nella liberalissima e cosmopolita Venezia del XVI secolo, quando venne stabilito che i giudei dovevano risiedere in una parte della città – el gheto novo – con accessi che venivano chiusi al tramonto e riaperti all’alba.

Shylock, il più famoso degli ebrei veneziani reclusi nel ghetto, nato dalla genialità di William Shakespeare, è la traslazione letteraria della natura umana. Shylock si interroga sull’odio, sulla vendetta e sulle separazioni nella specie umana. Gli interrogativi sono i medesimi che nel tempo altri si sono posti di fronte al tentativo di separare gli esseri umani e di sancire presunte differenze biologiche e di conseguenza inferiorità culturali e coscienziali suddividendo l’ecumene, ideologicamente, poi materialmente e finanche biologicamente, in gradi di appartenenza fino a collocare gruppi umani al di «fuori» della stessa specie umana. Nel corso della vicenda umana tali separazioni ed esclusioni, fino al tentativo di annientamento, hanno raggiunto con ilsistema nazista l’apice di terrore totale con l’obiettivo di soggiogare la specie umana distruggendone una parte.

 

Nel terzo atto de Il mercante di Venezia Shylock pone interrogativi ancora oggi struggenti, gli stessi di milioni di vittime dello sterminio nazista ebrei, rom, oppositori politici, portatori di handicap, infermi di mente e omosessuali:

Non ha occhi un ebreo? Non ha mani, organi, statura, sensi, affetti, passioni? Non si nutre anche lui di cibo? Non sente anche lui le ferite? Non è soggetto anche lui ai malanni e sanato dalle medicine, scaldato e gelato anche lui dall’estate e dall’inverno come un cristiano? Se ci pungete non diamo sangue noi? Se ci fate solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non moriamo? E se ci offendete, non dovremo vendicarci? Se siamo come voi in tutto e per tutto, anche in questo vogliamo assomigliarvi.

Interrogativi che ancora oggi la specie umana è costretta a porsi per gli interminabili genocidi, massacri, guerra e terrorismo che la affiggono in ogni parte del globo.

 

I ghetti, istituiti dai nazisti dopo l’occupazione della Polonia – nel settembre 1939 – e in tutti i paesi occupati, furono parte della politica nazista volta prima a separare, poi ad espellere ed infine a cancellare le comunità ebraiche dall’Europa, portando a termine con la «soluzione finale» la cosiddetta «questione ebraica».

L’assassinio sistematico della popolazione ebraica europea è inscritto nell’ideologia eugenetica nazista su cui si forgia, si costruisce e si consolida l’intero progetto di sistema di potere totale e di terrore diffuso e capillare. Lo sterminio è funzionale al terrore ed esso è necessario alla costituzione di uno Stato millenario nazista assoluto basato sul concetto e sulla prassi di razza superiore. Lo Stato razziale nazista non ha precedenti nella storia né successori per il grado e l’intensità di annichilimento e di distruttività del resto della specie.

 

Ma l’affermarsi del sistema totale nazista è anche il punto di arrivo di ciò che era venuto lievitando nei decenni precedenti, cioè il più organico intento di controrivoluzione e di guerra al socialismo da parte delle classi dominanti. (…)

 

 

© Prospettiva Edizioni Gli eroi di Varsavia. Resistenza e rivolta nel ghetto. (1939-1943). Roma, dicembre 2007.

 

 

Aprile 23, 2008 Pubblicato da Fabio Beltrame | Prospettiva Edizioni | , , , , , , , , | Nessun Commento

I muri sono fatti di pietre

I muri sono fatti di pietre 

Ciò che sta avvenendo nella Striscia di Gaza con l’embargo israeliano è uno strumento subdolo ma non di meno doloroso e micidiale della guerra permanente con i carri armati, i bombardamenti, gli omicidi mirati ed i rastrellamenti. L’embargo miete in modo silenzioso e subdolo vittime tra i bambini, gli infermi, gli anziani e le donne. Vittime della spietata logica di tutti gli Stati e dei governi – in primo luogo quello israeliano - che  sostengono che l’embargo è una ritorsione moderata alle aggressioni palestinesi, ai razzi sparati da Gaza.  

Il rapporto che da mesi il Palestinian Centre for Human Rights diffonde ogni settimana descrive le sofferenze di una intera popolazione sotto assedio sin dal giugno del 2006  con la chiusura del valico di Rafah. Da mesi l’indispensabile per sopravvivere diminuisce, non solo i beni di consumo alimentare, ma medicine, latte infantile, ossigeno e gas per le sale chirurgiche. Infine la corrente elettrica che ferma le macchine per le dialisi e quelle per la respirazione artificiale che non solo spegne la luce nelle case ma nelle sale chirurgiche. Da quando Israele ha dichiarato “entità ostile” la Striscia di Gaza governata da Hamas la popolazione palestinese è il nemico donne, uomini bambini, anziani. Come lo sono da sempre nella logica barbara e genocida israeliana.

Infrangere l’embargo significa mettere fine ad voce nelle forme della guerra che gli Stati scatenano contro i popoli. Poco importa chi ha fatto saltare il muro. Hamas non poteva fare altrimenti sospinto esso stesso dalla marea montante di donne e uomini che volevano rompere l’embargo, riaprire il valico, porre fine a questa guerra. Poco importa che il governo egiziano abbia concesso il permesso, l’alternativa avrebbe significato lo scontro diretto con la popolazione palestinese. Ma nessun autocrate egiziano può permettersi un tale scontro.

Siamo con i palestinesi non solo nella emergenza della guerra, nello schieramento a fianco delle vittime dell’eccidio quotidiano, ma per la liberazione e la autodeterminazione. E denunciamo in primo luogo il disprezzo con il quale Israele continua imperturbato la guerra e l’espulsione dei palestinesi. 

Ciò che ancora una volta accade in Palestina ha un valore universale ed è nella determinazione che risiede nella nostra gente. Quella determinazione che talvolta appare sopita o addirittura andare nel senso contrario alla autentica speranza di liberazione, autodeterminazione ed emancipazione. In Palestina tutto appare concentrato e la popolazione palestinese sorprende coloro che la danno per spacciata, coloro che la vogliono perduta, fiaccata e dominata. Poiché è capace di insorgere pacificamente abbattendo i muri che gli Stati erigono non solo in Palestina ma in Messico, Corea, Sarawi e sempre più nel mondo. Il muro può essere abbattuto non solo a Gaza. Il muro può essere cancellato e lo possono fare solo coloro che hanno interesse a farlo, cioè quella gente comune, quel noi che lo attraversa oggi avanti e indietro da Gaza.  

I palestinesi hanno bisogno della solidarietà per continuare a resistere ed emergere, per mantenere aperta la breccia nel muro dell’oppressione.

Hanno bisogno della denuncia permanente dell’esistenza di uno Stato quale è Israele geneticamente atto alla guerra, all’espulsione e alla cancellazione di esseri umani. Della denuncia permanente delle complicità politiche e economiche per le quali Israele rimane impunito anche per i crimini più efferati. 

La resistenza palestinese è mutata nel tempo anche scegliendo strade contraddittorie anche affidando la propria autodeterminazione a direzioni politiche che la hanno svenduta e umiliata o ad organizzazioni politico-religiose. Quella di oggi è una Palestina lontana da quella della Intifada del 1987 dei comitati popolari, degli embrioni di autorganizzazione di cui fu determinante il protagonismo di migliaia di donne e di giovani. Ma la gente che attraversa il muro è la stessa di allora ed i muri sono fatti di pietre.

Febbraio 5, 2008 Pubblicato da Fabio Beltrame | La Comune | , , , , , | 2 Commenti

Dinastie di morte. I Thyssen e i Krupp

 

Durante le manifestazioni di questi giorni a Torino per l’ennesima strage di operai ha definito quegli impianti della ThyssenKrupp le «fabbriche di morte». A maggior ragione per la storia di queste due dinastie Thyssen e  Krupp e delle complicità politiche ed economiche che hanno permesso loro di passare indenni dal nazismo al sistema democratico e di mantenere intatto il loro potere economico e industriale.

Il potere economico di queste famiglie  come del resto di molti altri industriali e finanzieri tedeschi  è quella dei grandi magnati che hanno sostenuto il Reich ma che hanno sfruttato la deportazione e il sistema di sterminio, la militarizzazione e la guerra per rimpinguare le loro ricchezze e il loro potere.

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Dicembre 14, 2007 Pubblicato da Fabio Beltrame | La Comune | , , , , , , , , | Nessun Commento

Le bugie di Annapolis

 

La conferenza  nell’amena Annapolis del Maryland è stata in primo luogo l’occasione per George W. Bush di candidarsi – nell’ultimo anno del mandato presidenziale – al pantheon di coloro che hanno “tentato” una strada per la riconciliazione e la pace in Palestina, rafforzata simbolicamente dalla coincidenza con l’anniversario della risoluzione di spartizione della Palestina votata all’Onu il 29 novembre del 1947.

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Dicembre 10, 2007 Pubblicato da Fabio Beltrame | La Comune | , , , , , , | Nessun Commento

La storia come non la raccontano

La storia come non la raccontano 

 

La storiografia occidentale ha per lungo tempo considerato l’Europa il centro di riferimento intorno al  quale ordinare la storia dell’umanità e secondo una raffigurazione semplice e monolineare del divenire, tutte le società umane erano e sono destinate a percorrere le stesse tappe sulla via della civilizzazione e del progresso di cui l’Europa prima nella modernità e poi nella contemporaneità - con l’affermarsi del sistema democratico borghese globale - pretende di definirsi ed imporsi come il modello più evoluto.Sulla base di questa premessa le società non europee e non occidentali, i raggruppamenti umani, le culture e le storie sono state definite “altre” - e continuano ad essere considerate tali – e collocate in una posizione almeno di retroguardia nel percorso lineare della storia umana segnato dalla civilizzazione, dal progresso, dalla democrazia sinonimo di sistema di idee, valori, forme e contenuti della vita associata propri della ideologia democratico borghese.

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Ottobre 1, 2007 Pubblicato da Fabio Beltrame | Utopia Socialista | , , , , , | Nessun Commento